“Non sanno che siamo alieni che cercano a tutti i costi di sembrare umani.” Intervista ai Retina.it.

“Secondo le dottrine ermetiche la verita’ e’ sempre velata, dunque perchè parlare di un lavoro che fondamentalmente va ascoltato per carpirne i suoi occulti messaggi ?” (Lino Monaco|Retina.it)

Retina.it (Lino Monaco e Nicola Buono), nasce nella prima meta’ degli anni 90. Il duo, situato nell’area Vesuviana in provincia di Napoli, sin dagli esordi ha esplorato le potenzialita’ dei synth analogici, sviluppando cosi una propria idea di suono.

L’uso indifferenziato di suoni ricavati da synth modulari e digitali o da registrazione di suoni d’oggetti o d’ambienti, spinge il duo nella continua ricerca di una propria identita’ sonora.
La musica dei Retina.it è stata pubblicata da etichette come Hefty records (Us) ,Mousikelab (It), Flatmate/storung ( Spain), Glacial Movements (It), Semantica (Spain). Hanno collaborato con diverse personalita’ del mondo della musica e delle arti visive e performative, come ad esempio John Hughes, Marco Messina, Claudio Sinatti, Gabriella Cerritelli, Giorgio Li Calzi , Red Sector A.
Inoltre, l’intensa attività live, ha portato Retina.it a condividere i palchi di festival internazionali (quali ad esempio Storung, Sonar….) con artisti dal calibro di Kraftwerk , Matmos, Telefon Tel aviv ,T.A.G.C., Rechenzentrum , Oval, Noto, F. Bretschneider, Plaid , Apparat, Biosphere e moltissimi altri.

In occasione della partecipazione dei Retina.it a Flussi Festival 2015 abbiamo incontrato Lino Monaco con il quale abbiamo fatto due chiacchiere sul loro progetto

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INTERVISTA AI RETINA.IT

Partiamo dall’ inizio. Quando e come è nato il progetto Retina.it?

Nel 94 ero dj in un club, li incontrai Nicola. Nel parlare, scoprimmo di avere parecchi interessi in comune. Oltre ai suoi gusti musicali, anche lui aveva degli strumenti elettronici che aveva acquistato da poco. E visto che entrambi eravamo apprendisti del suono sintetico, decidemmo di mettere insieme le cose per creare un piccolo home studio.


Lino Monaco e Nicola Buono. Quali sono le caratteristiche stilistiche di entrambi?

Di solito io vesto sempre di nero. ho avuto un flirt con i colori rosso e zafferano mentre vagavo in India alla ricerca di un ottimo charas, che puntualmente trovavo. Mentre nic e’ piu’ sbarazzino, in studio lo trovo spesso in ciabatte e con tshirt dai colori improbabili….rimasi stupito qualche giorno fa nel vedere che indossava una t di Ganesha che gli portai da Gokarna 15 anni fa, era verde fluo ma e’ diventata rosa !!!

hehe era proprio quello che volevo sentirmi dire!

Retina.it. Libera improvvisazione o più studio e tecnica?

Ovviamente non essendo tecnicisti preferiamo l’impro a go-go. L’approccio ignorante e’ quello che riteniamo piu’ stimolante. Partire senza una meta e cognizione di causa ci rende liberi dagli stereotipi. Ma c’e’ anche da dire che se partiamo con un’ idea ben precisa il piu’ delle volte otteniamo risultati contrari alle nostre aspettative.

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Li fuori abbiamo sentito che i Retina.it fanno musica “umana” dalle sembianze “aliene”. Ci puoi spiegare come decodificate in termini musicali la realtà che vi circonda?

Essendo l’audience prevalentemente umana e’ prevedibile che reputino anche noi tali. Ma non sanno che siamo alieni che cercano a tutti i costi di sembrare umani. Piu’ che decodificare la realta’ che ci circonda cerchiamo di raccontare realta’ altre o parallele, mondi possibili o impossibili, dove potrebbe esistere anche una logica diversa dalla realta’ che viviamo nel quotidiano.

Come ci si sente ad essere italiani , campani per la precisione, ed essere al contempo una presenza dominante nel panorama internazionale della musica elettronica sperimentale. Credi che stia cambiando qualcosa anche in italia?

Ci lusinga sapere che qualcuno possa pensare di noi in questi termini. Beh piu’ che essere italiani, la cosa che ci infastidisce di piu’ e’ quella finzione da web globale che sembra ti consenta di essere dappertutto e in fin dei conti non lo sei. Mi spiego, il non essere locale, talvolta e’ penalizzante, la stanzialita’ gioca i suoi pro in termini di relazioni con le varie organizzazioni o individui, che per lo piu’ vivono in contesti metropolitani che si nutrono di arte e musica. Per quanto riguarda l’italia, beh diverse volte mi e’ capitato di presentare in altri contesti, musica prodotta nella penisola, non siamo da meno a nessuno per quanto mi riguarda, se le cose non arrivano e’ per lo stesso motivo di cui sopra.

Come è avvenuto il passaggio dalla musica da dancefloor ad una musica più intima e mentale? Qual’è stato il passaggio “mentale” nel processo di cambiamento?c’è da parte vostra la voglia di tornare ad un rapporto più intimo e diretto col pubblico?

Siamo ibridi con gusti a 360° e per noi fare un live voleva dire, confronto con il pubblico che per lo piu’ si aspettava qualcosa di strettamente funzionale al dancefloor. Ma eravamo troppo dance per i circuiti alternativi e poco per quelli techno.
Se hai modo di ascoltare il nostro passato ti accorgi che le nostre produzioni sono tutt’altro che monotematiche. Abbiamo sempre spaziato e cio che producevamo inevitabilmente lo suonavamo. Piu’ che passaggio meditato e’ un passaggio naturale, fluido, insito nel nostro essere musicisti , se cosi ci possiamo definire.

Tempo fa abbiamo incontrato Nicodemo ( che salutiamo!) con il quale abbiamo chiacchierato sul progetto Studio 35 live . Cosa ricordate di quella esperienza?

Ovviamente salutiamo anche noi, insieme ai Polina con i quali condividemmo l’esperienza. Ricordo che mangiammo ottimo cibo macrobiotico e che il responsabile ci diede una esauriente spiegazione sulla sua genuinita’ e provenienza.Comunque essere nel teatro di posa n 5 della rai era come sentirsi un po’ Mastroianni ripresi da Fellini….

Parliamo del vostro ultimo lavoro “ De Occulta Philosophia- vol 1°- uscito per Semantica Records .

Secondo le dottrine ermetiche la verita’ e’ sempre velata, dunque perche parlare di un lavoro che fondamentalmente va ascoltato per carpirne i suoi occulti messaggi ?

 

Come sarà il vostro set a Flussi ?

I nostri live rispettano il lato attuale delle produzioni, per cui e’ inevitabile che tutta la sonorità delle nostre ultime produzioni finirà per farne parte…. quindi un consiglio a coloro che hanno intenzione di sapere quale potrebbe essere il mood della performance, e’ di procurarsi almeno il nostro ultimo disco.

Grazie ai Retina.it per la disponibilità e per il tempo dedicato ad UrbanZine. Non resta che ascoltare De Occulta Philosophia- vol 1°  e darci appuntamento al Flussi Festival 2015.

Un grazie ad UrbanZine per averci ospitato ed a voi lettori, che siete arrivati fino alla fine di questa intervista.

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