Il Cypher del CPU. Ecco il meglio dell’ Hip Hop a Salerno.

“Il vero rap non è finito. Siamo abituati ad ascoltare ciò che le major ci propinano tramite i vari canali di diffusione ma il rap esiste e come.” (Baddi)

Che il rap “quello vero” esiste ancora ce lo racconta Baddi ( Daniele Orlando) gestore del CPU, noto club underground salernitano, ed ideatore del Cypher che nei prossimi giorni sarà pubblicato sul loro canale web.

Per capire  meglio l’ iniziativa abbiamo intervistato Baddi.

cypher

Allora, molti non sanno che cos’è un cypher nel rap o almeno alcuni lo associano solo alla break dance . Volete spiegarlo?

Un CYPHER nella cultura HIPHOP non è altro che un cerchio composto da più persone entro il quale, uno per volta, ci si esibisce nella prorpria disciplina. Di solito è collegato all’arte della break dance ma talvolta è consuetudine utilizzare questa formula anche per il RAP.

Chi sono gli organizzatori dell’evento. Chi dobbiamo ringraziare per aver portato in città un po di cultura rap?

L’idea del CPU SALERNO CYPHER nasce da Baddi ( Daniele Orlando ) che oltre ad occuparsi del club materialmente è anche membro della scena rap da un decennio circa, di conseguenza da sempre sensibile a questi tipi di movimenti artistici. Si rinraziano ovviamente tutti coloro che hanno preso parte alla faccenda.

Come hai conosciuto la cultura hip hop e come si diventa parte di questo ambiente.

Parlo per me. Ascolto musica hip hop da quando ero adolescente e sin da allora ho cominciato a scrivere le prime rime. Poi –un po’ in ritardo rispetto agli altri forse – verso i 18 anni ho conosciuto un dj-producer con il quale ho stretto una forte amicizia ed abbiamo messo su il nostro primo disco. Tutto autoprodotto. Per far parte della scena una cosa fondamentale – prima più che oggi ma anche oggi credo sia essenziale – è partecipare alle jam, ai party, alle manifestazioni che hanno a che fare con questa cultura che possono essere di breakdance, di writing , di djing o di rap. L’elemento fondamentale per considerarsi un vero portatore di cultura hiphop è il rispetto e questo puo’ derivare solo dalla conoscenza. Lo sbaglio più grande consiste nel considerarsi membro della scena HIPHOP solo perché ti piace e vuoi fare “ l’HIPHOP”. La consapevolezza , in questi casi, non viene da dentro ma da fuori e sono le persone che, ad un certo punto, cominciano a riconoscerti come un b-boy, piuttosto che un MC e via discorrendo. Fino a quel momento sei solo un appassionato.

rappers

In giro si dice che in Italia il vero rap sia finito e che il rap italiano, almeno quello che si sente in radio e si vede in TV, sia diventato commerciale …quasi pop.

Il vero rap non è finito! Siamo abituati ad ascoltare ciò che le major ci propinano tramite i vari canali di diffusione ma il rap esiste e come. Purtroppo le etichette discografiche importanti italiane, al momento, il rap semplicemente non lo capiscono. Legate ad una politica di mercato, cercano di vendere quanti più dischi possibili con un artista che viene da quel mondo perché quel mondo ormai va di moda. In altre parole credo che sia troppo presto per avere rap di qualità in larga diffusione. Ad esempio, pochi anni fa, l’ Italia fece una figuraccia colossale in ambito rap con Emis Killa che partecipò ad un importante cypher americano ai BET Hip-Hop Awards 2013.  Tutti i partecipanti vennero commentati da ED Lover, leggenda del rap americano; quest’ultimo dichiarò pubblicamente ( ci sono i video sul tubo ) che il rapper italiano aveva detto “ un botto di cazzate che non erano nemmeno in rima ..e continuò esortandolo a tornarsene a casa a mangiare la pasta e gli spaghetti perché, probabilmente, questa roba piace in Italia ma in America no, questo non è rap”. Sembra fin troppo semplice ammettere che il rap è americano e noi lo abbiamo appreso da loro, di conseguenza, se lo dicono loro credo che ci “dobbiamo stare”. L’industria discografica italiana si sta formando in ambito rap ed ovviamente farà ancora parecchie “stronzate” prima di spingere le robe giuste – o magari non le spingerà mai – ma non per questo il rap è finito. Il rap non finirà mai.

Entriamo nello specifico. Qual è il vostro obiettivo, se si può parlare in tal senso, nell’organizzazione di questo evento. Ho sentito che c’è una vera e propria produzione.

L’obiettivo di questa iniziativa oltre al gusto di fare del rap è quello di unire più MC -che di solito non collaborano fra loro- per stringere nuove amicizie e sinergie così da supportarsi l’un l’altro e contribuire alla crescita della scena in generale. La produzione video, nell’era di internet ormai non è un di più, anzi, credo rappresenti la base di partenza di qualsiasi prodotto discografico.

Ormai la musica non si ascolta e basta ma si “vede” anche. Non per questo la parte audio perde d’importanza ma credo che il video dia ad un brano la possibilità di arrivare a più persone .

Ci sarà qualche nome della scena rap locale tra i partecipanti al cypher?

I partecipanti sono i seguenti: FONCH / PUPETTA / TRT / ARIS / ASERTO / 2BET / FASAN / LOWCHANO / MASONE / COBRA / SCISSOR / NABLA / ARK / BADDI

Dal punto di vista musicale, ci saranno dj ad accompagnare i rapper durante le riprese?

La base musicale è stata prodotta da DOCTRINE , Mc e producer salernitano. Le riprese audio sono state affidate a Marco Giordano aka M.O.A.N. producer, dj ed insegnate di fonia e musica elettronica sempre di Salerno ed il video è stato girato e montato da Paolo Morretta, noto in città col nome d’arte HANZO, un bravissimo film maker con già parecchia esperienza alle spalle nonostante la giovane età.

Bene. Tutto chiaro, tranne il fatto che ancora non sappiamo dove e quando si farà il cypher. Vogliamo dirlo?

Il  cypher che abbiamo organizzato non sarà un evento pubblico. Abbiamo già fatto tutte le riprese e a breve pubblicheremo il video.

 

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